Ristrutturazioni edilizie 2017: quali sono i lavori di restauro conservativo?

Nella dichiarazione dei redditi 2017 è possibile usufrurie della detrazione per le spese sostenute ai fini del restauro e del risanamento conservativo, fino al 50%. In particolare, gli interventi di restauro e di risanamento conservativo trovano la loro definizione nell'art. 3 del DPR 380/2001 – Testo Unico dell'edilizia –  che li definisce come "gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la  funzionalita' mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio"

Come chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 7/E del 04.04.2017, la norma descrive due gruppi di interventi:

  • quelli di restauro, che consistono nella restituzione di un immobile di particolare valore  architettonico, storico – artistico, ad una configurazione conforme ai valori che si intendono tutelare;
  • quelli di risanamento conservativo che si riferiscono all’insieme delle opere finalizzate ad adeguare ad una migliore esigenza d’uso attuale un edificio esistente, sotto gli aspetti tipologici, formali, strutturali, funzionali.

Esempio di lavori di restauro e risanamento conservativo sono:

  • gli interventi mirati all'eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado,
  • l'adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti,
  • l'apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

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