Bonifici esteri: i dubbi dell’UE

Il nuovo obbligo di prelievo del 20% su tutti i bonifici i ricevuti dall’estero dai contribuenti italiani in vigore dal primo febbraio scorso, è finito sotto esame da parte della Commissione Europea . In particolare, il responsabile europeo per la fiscalità, Semeta,  vuole chiarimenti sul fatto che non si contravvengano norme comunitarie di non discriminazione e libero movimento delle merci e dei capitali. Sono state anche presentate due interrogazioni al Parlamento europeo da parte di parlamentari italiani. La misura anti-evasione, che ha scatenato anche la ribellione di tanti contribuenti sul web, è stata introdotta in agosto dalla legge 97 del 2013 e prevede, appunto, che i reddito di capitale e i redditi diversi di cui all’art. 67 co. 1, lett. b),c),f), e) e h) del TUIR siano assoggettati ad un prelievo automatico pari al 20% da parte dell’istituto di credito su cui arriva il flusso di denaro. Il problema nasce soprattutto perché il prelievo, effettuato direttamente dall’istituto di credito,  riguarderà non solo questi redditi ma qualsiasi somma in arrivo dall’estero sul conto corrente intestato a persona fisica e spetterà al contribuente dimostrare la natura del flusso finanziario con una autocertificazione e la presentazione in banca del Quadro RW della dichiarazione