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Compensi amministratori giudiziari, arriva la stretta

Il Consiglio dei ministri venerdì scorso ha approvato in via definitiva lo schema di decreto presidenziale che dà attuazione all’articolo 8 del D.Lgs. n. 14/2010 sulle modalità di calcolo e di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari dei beni sottoposti a misure reali di prevenzione. Il compenso deve essere riferito a scaglioni commisurati al valore dei beni o dei beni costituiti in azienda, come risultante dalla relazione di stima redatta dall’amministratore giudiziario, ovvero al reddito prodotto dai beni. Si è voluto, quindi, dare rilievo al valore dell’azienda e non a quello del fatturato (criterio in uso per le amministrazioni straordinarie) né dei ricavi lordi (caratteristici delle procedure fallimentari). Il valore reale dell’azienda si determina, tra l’altro, detraendo i debiti. La finalità del provvedimento è quella di assicurare l’uniformità, l’economicità e la trasparenza delle prassi giudiziarie e la gestione con criteri di economia dei patrimoni illeciti destinati alla confisca e alla successiva riassegnazione sociale.