IMU enti non commerciali, acconto 2013 in base ad una prima “stima”

Il Dipartimento delle Finanze, con la Risoluzione n. 7/DF datata 5 giugno 2013, ha illustrato la procedura da seguire nel pagamento dell'IMU per gli immobili degli enti non commerciali. Le Finanze aprono ad un iter flessibile in tre tappe, venendo incontro alle richieste degli enti medesimi. In particolare, con riguardo agli immobili di tali enti destinati ad uso promiscuo, in parte per attività commerciali e in parte per attività esenti, nel 2012 era sufficiente che una porzione dell'immobile fosse destinata ad attività commerciali per far scattare l'IMU sull'intero immobile. Dal 2013, invece, l'IMU scatta solo sugli spazi "commerciali", calcolati secondo le modalità definite dall'art. 5 del D.M. 200/2012. Pertanto, per gli enti no profit, l'IMU 2013 potrebbe essere inferiore rispetto a quella dovuta per il 2012, per cui, nel loro caso, il rimando generale alle regole dell'anno scorso previsto ora dal Decreto sblocca – debiti ora convertito in legge ("il versamento della prima rata …..è eseguito sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente")potrebbe non essere conveniente. La nuova Risoluzione delle Finanze conferma, quindi, implicitamente la possibilità per gli enti no profit di calcolare l'IMU effettuando già il calcolo degli spazi esenti e di quelli soggetti a IMU sulla base delle regole dettate dall'art. 5 del D.M. 200/2012. Dato che la procedura è complicata, le Finanze aprono alla possibilità di fondare l'acconto 2013 su una "stima", il saldo 2013 su una seconda stima e calcolare l'imposta definitiva a conguaglio 2013 in sede di acconto 2014 (giugno 2014).
 

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