Reverse charge, la parola passa alla Corte di Giustizia UE

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25035 depositata ieri 7 novembre, ha chiesto l’interpretazione della Corte di giustizia UE in merito alla natura formale o sostanziale degli errori di registrazione in tema di reverse charge. In particolare, la Corte di Cassazione, ha chiesto ai giudici europei di esprimersi su due questioni: se, in caso di totale inosservanza degli obblighi di doppia registrazione, sia legittimo applicare sia le sanzioni per l’inadempimento delle formalità sia il diniego del diritto alla detrazione dell’Iva; cosa si debba intendere con l’espressione "obblighi sostanziali" in materia di reverse charge, espressione usata in numerose pronunce della Corte di giustizia: se ci si riferisce all’obbligo del pagamento del tributo Iva oppure all’assunzione del debito d’imposta (attraverso la registrazione nelle fatture di vendita) oppure all’esistenza delle condizioni di inerenza e detraibilità che disciplinano il diritto alla detrazione (quindi anche in assenza della doppia registrazione).