Riordino incentivi alle imprese: cosa cambia con il nuovo decreto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di revisione del sistema degli incentivi alle imprese, adottato in attuazione dell'articolo 3, commi 1 e 2, lettera a), della legge 27 ottobre 2023, n. 160.

Il provvedimento persegue un obiettivo dichiarato: rendere più organico ed efficace il sistema di sostegno pubblico, riducendo la frammentazione delle misure esistenti.

In concreto, l'offerta degli incentivi gestiti dalle amministrazioni centrali viene razionalizzata e concentrata sugli strumenti ritenuti più idonei a coprire specifici ambiti di intervento, anche attraverso l'abrogazione o la modifica delle discipline preesistenti.

Restano esclusi dall'applicazione del decreto i settori agricolo, forestale, della pesca e dell'acquacoltura

Il cuore della riforma riguarda gli incentivi di competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy, la cui offerta viene concentrata su cinque strumenti principali:

  1. il Fondo per la crescita sostenibile, esteso e rafforzato;
  2. il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese
  3. il Fondo di sostegno al venture capital, noto anche come Fondo nazionale per l'innovazione; 
  4. la misura "Beni strumentali – Nuova Sabatini", dedicata agli investimenti in macchinari e tecnologie; 
  5. e gli incentivi per il settore dell'aerospazio.

L'idea di fondo è far confluire in questi pochi canali le numerose misure oggi disperse, semplificando l'orientamento di imprese e professionisti che cercano un sostegno pubblico e rendendo più leggibile la mappa degli aiuti disponibili. 

Le quattro sezioni del Fondo per la crescita sostenibile

Il Fondo per la crescita sostenibile viene articolato in quattro sezioni tematiche, ciascuna con finalità precise. 

La prima sostiene ricerca, sviluppo e innovazione, operando tramite gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI), bandi e sportelli tematici, procedure negoziali per i progetti di maggiore dimensione e la valorizzazione della proprietà industriale, con incentivi alle aggregazioni tra imprese (anche tramite contratto di rete). 

La seconda è dedicata alle start up d'impresa, con un'attenzione mirata all'imprenditoria giovanile e femminile, alle cooperative e alle sinergie con il venture capital. 

La terza riguarda gli investimenti produttivi per la transizione verde e digitale, attuati sia tramite i contratti di sviluppo per i grandi programmi strategici, sia con bandi tematici che riservano particolare attenzione alle PMI e possono focalizzarsi su specifiche aree territoriali o settori strategici. 

La quarta è destinata all'accesso al credito e al mercato dei capitali, con misure per salvaguardare i livelli occupazionali e dare continuità alle imprese in temporanea difficoltà, comprese quelle sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata. È rilevante notare che la nozione di "impresa" è ampia e include anche il lavoratore autonomo, i liberi professionisti iscritti agli ordini e gli esercenti professioni non organizzate.

Abrogazioni, regime transitorio e tempi di applicazione

Sul versante della semplificazione, il decreto sopprime alcuni incentivi gestiti da altre amministrazioni: il voucher per l'internazionalizzazione, alcuni crediti d'imposta in materia di recupero, riciclo e riuso dei materiali e le misure del Fondo rotativo nazionale per il self-employment. 

A tutela di chi ha già presentato domanda, vale una clausola di salvaguardia: i procedimenti avviati prima dell'entrata in vigore proseguono secondo le regole previgenti fino alla loro conclusione, comprese le eventuali fasi di recupero delle agevolazioni indebitamente percepite. 

Va però chiarito un aspetto decisivo sui tempi, l'efficacia delle nuove disposizioni sul Fondo per la crescita sostenibile è subordinata alla successiva legge di bilancio, che definirà la confluenza delle risorse, gli stanziamenti annuali e le modalità operative; solo a quel punto, ed entro centottanta giorni, saranno adottati i decreti ministeriali con la disciplina quadro dei singoli bandi. 

Per imprese, contribuenti e consulenti questo significa che la riforma produrrà effetti pratici in modo graduale, è quindi opportuno seguire da vicino i provvedimenti attuativi per cogliere tempestivamente le nuove opportunità di finanziamento.